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Centro Parrocchiale S. Antonio d'Arcella

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Nel gennaio 2010 il parroco pro-tempore di Sant’Antonio da Padova all’Arcella, Padre Giancarlo Zamengo, mi ha chiesto di progettare e seguire i lavori per la realizzazione del nuovo Centro Parrocchiale. La prima richiesta, è stata quella di progettare un nuovo fabbricato per il patronato, proponendo una fisionomia simile e sul sedime di quello esistente, rispettando così il rapporto consolidato negli anni tra volumi pieni e spazi aperti.

Nella logica distributiva individuata, andando ancora più sul particolare e dettagliando gli
obiettivi, si sono definiti i vari ambienti interni, disposti su una superficie ad “elle”, per due
piani fuori terra:

  • collocazione della cappellina ad ovest, in posizione nodale rispetto al Santuario, al convento, al chiostro ed al centro parrocchiale e all’incrocio delle direttrici stradali; porzione centrale dell’edificio adibito ad attività direzionali al piano terra ed attività pastorali vere e proprie al primo piano, completi di zona servizi e atrio d’ingresso passante;
  • centralità dell’area ricreativa rispetto agli spazi interni ed esterni, vista come polo aggregante, in cui sono collocati: il bar, la cucina, la sala giochi e la sala polifunzionale;
  • ala spogliatoi sul lato est a servizio delle attività sportive esterne

Con lo stesso metodo di progettazione utilizzato per la definizione degli spazi interni, sono state ridefinite le aree esterne.

Per caratterizzare l’involucro esterno dell’edificio in funzione delle attività svolte e dare ancor più visibilità e testimonianza della comunità dei frati francescani conventuali nel quartiere, si è ricercato e quindi individuato tre elementi architettonici:

  1. il simbolo guida: la “tau”, lettera dell’alfabeto ebraico-greco, simbolo e sigillo nella vita di San Francesco divenuta nel tempo emblema della comunità dei frati minori conventuali, per la cappellina;
  2. la porzione circolare: il “cerchio”, simbolo di continuità, concentrico e dinamico, generato attorno ad un centro dal quale si diramano e convergono i raggi, per l’area ricreativa interna, in continua osmosi con l’esterno;
  3. lo spazio “non spazio”: il “chiostro”, generalmente definito come “spazio a cielo aperto”, quadrato o rettangolare, circondato su più lati da corridoi coperti, che si aprono sul cortile centrale con una serie di arcate, elemento tipico dell’architettura monastica conventuale, per completare il chiostro esistente con gli altri due lati.

Certamente ci vorrà del tempo sia per il completamento dell’intervento, sia perché tutto ritrovi il suo posto, facendo in modo che lo spazio rinnovato riprenda il suo abituale movimento e possa assolvere in una prospettiva futura alle necessità della vita della nostra comunità.

A questo punto che dire… confidiamo, come è nelle abitudini degli arcellani, nello sguardo benevolo e attento del Santo che dall’alto del nostro campanile ci accompagna da sempre nell’agire di ogni giorno.

arch. Maria Valentina Feder

Veduta da Ovest del Nuovo Patronato

Veduta da Ovest del Nuovo Patronato


Veduta da Est del Nuovo Patronato

Veduta da Est del Nuovo Patronato